Dal lavoro al miniwork il passo è breve

Post Scritto in Economia, Lavoro - da saseo il giovedì, aprile 5th, 2012 - letto 1728 volte - Commenta per Primo

Da qualche tempo stanno uscendo fuori in ambito lavorativo su internet i cosiddetti mini-job: ancora poco diffusi in Italia, essi si preannunciano come un nuovo modo di lavorare noto anche come crowdsourcing, che significa lavorare come tante piccole formiche in modo anonimo ed indipendente. Un’immagine a tratti sconcertante, che certo non avrebbe fatto piacere a George Orwell, ma che rappresenta il modus operandi di moltissime aziende, che non sono assumono consulenti con partita IVA (della serie “prima lavori sodo, poi ti caccio“), ma arrivano ad inserire micro-inserzioni – come su microworkers.com – allo scopo di farsi effettuare più che altro dei “compiti”, come ad esempio: cliccare su un Like di Facebook. Sembra incredibile, ma funziona davvero in modo talmente semplice: ed ogni singola micro-azione viene pagata da qualche centesimo a massimo un euro se, ad esempio, vi registrate ad un sito on demand. Se quindi da un lato è sempre più raro vedere siti che fanno inserzioni lavorative come si faceva tradizionalmente, ed in molti casi si fanno anche pagare per l’inserimento e la promozione (sono rari i portali gratuiti, dunque), dall’altro stiamo assistenza alla diffusione di tali miniwork che dovrebbero letteralmente rivoluzione il mondo del lavoro, proponendo un tipo di prestazione che possiamo eseguire quando e se ne abbiamo voglia, ma troppo spesso con margini di guadagno davvero troppo esigui.



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