Ibra e il mal d’Europa

Post Scritto in Calcio, Sport - da linox23 il giovedì, aprile 5th, 2012 - letto 1350 volte - Commenta per Primo

Bisogna ammetterlo. Ibra soffre di una patologia calcistica (per carità) che lo rende debole, sfortunato e poco incisivo in Europa. Le sue prestazioni sembrano come sottotono, difficilmente si vedono gli sprazzi del campione che è.  Ma dove stanno i problemi? Fisicamente è straripante, e lo si vede in campionato. Certo gli avversari, con tutto il rispetto, non sono il Novara o il Catania, ma la difficoltà è più psicologica che fisica. La partita con il Barcellona, questo spauracchio che in fin dei conti ha vinto con due rigori (molti dubbi sul secondo), ha ancora una volta, semmai ce ne fosse stato bisogno, l’europeite di Ibraimovich. Lo svedese ha giocato un onesta partita nell’arco dei 180 minuti, ma non ci si aspetta un lavoro da gregario di Ligabueiana memoria, ma la giocata geniale, il tiro imparabile, il dribbling diabolico. Il trentenne giocatore, non vuole nemmeno sentir parlare di caso Champions, ma di partite storte, come ne capitano tante. A mio parere, e dopo aver rivisto varie partite di Champions, sia con la maglia del Milan che con altre casacche, credo che alla fine facciano la differenza due fattori: Il numero di incontri e la qualità e la tensione di ogni singolo scontro. Mi spiego meglio. Gli incontri sono pochi e sul piano probabilistico ci sta pure che su 10 incontri due o tre non trovino lo svedese al top. Se poi consideriamo che passata la fase a gironi, gli incontri aumentano di intensità e pressione (in Italia a livello giornalistico mettiamo addosso a questi giocatori una tensione nervosa che raramente si vede in altri paesi), caricando i calciatori di ulteriori stress, quando invece andrebbero lasciati alla massima concentrazione. Ecco Un Ibra libero da pressioni, dove non sei il capro espiatorio delle sconfitte della tua squadra, dove puoi giocare e pensare esclusivamente all’incontro e non a tutto il bailamme di contorno che con il calcio non ha nulla a che fare, allora potremo vedere l’ibra di Catania e di altri incontri nei quali il giocatore ha espresso tutto il suo talento. E non venitemi a dire che un campione come lui è abituato alle pressioni. Non ci si abitua mai a queste cose nemmeno se si è un fuoriclasse come Ibra.



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