Le più grandi bufale scientifiche: dall’immortalità alla clonazione cellulare

Post Scritto in Scienza e Tecnoloagia, Tecnologia - da Claus il giovedì, aprile 5th, 2012 - letto 1426 volte - Commenta per Primo

Nel corso della storia dell’umanità migliaia di scienziati hanno provato a spiegare ogni fenomeno strano che capitasse loro a tiro. Nacque la scienza, che all’inizio trovò il suo manifestarsi insieme alla filosofia, nell’antica Grecia. Gli scienziati erano innanzitutto filosofi, uomini che partorivano teorie sull’Archè (Inizio) dell’Universo, sul mondo e sulle relative catastrofi o avvenimenti che lo caratterizzavano. E’ quindi logico che le prime scoperte scientifiche fossero solo teorie partorite da menti umane che non sapevano spiegarsi un determinato fenomeno fisico sulla terra.

Verso la fine del Medioevo, la cosiddetta età oscura della scienza, iniziarono a nascere i primi veri scienziati, coloro che si basavano su dati di fatto, su ricerche approfondite e su basi filosofiche e naturali dell’epoca. Infatti basti pensare a Galileo Galilei, Ruggero Bacone, Leonardo Da Vinci e molti altri (nei quali la scienza moderna affonda le sue radici) per renderci conto che le scoperte scientifiche non erano terminate ma anzi, stavano prendendo il via.

Purtroppo non tutte le scoperte scientifiche hanno esiti positivi, spesso per imbrogli al fine di risultare famosi o solamente per errori di calcolo imbarazzanti.

Ricordiamo le più sensazionali del millennio a partire da due “scoperte leggende” troppo palesi e fiabesche: Dal trattato sul segreto dell’immortalità di Johann Heinrich Cohausen, fisico tedesco del 1800, alla pianta velenosa dell’isola di Java che uccideva chiunque ad una distanza massima di 24 Chilometri.

Fino ad arrivare alle più credibili come quella sensazionale del Gigante di Cardiff. Infatti verso il 1869, in una fattoria alle periferie di Cardiff (Galles), venne ritrovato un uomo di pietra alto circa tre metri. Solo l’anno dopo George Hull ammise di essersi fatto commissionare la statua al fine di avere successo.

Oppure quella dell’Uomo Scimmia, quando Charles Dawson nel 1912 annunciò il ritrovamento di un teschio nel Sussex. Questo fu battezzato Eoantrophus Dawsoni e venne considerato l’anello mancante dell’evoluzione. Solo nel 1953 venne scoperta la bufala: il teschio era di un orang utan e il frammento era risalente al medioevo.

Scoperta sensazionale fu invece quella dei Raggi “N”, i nuovi raggi radioattivi, di Prosper-René Blondlot, nel 1903.  Solo pochi anni dopo la scoperta fu ritenuta falsa, illusoria, al punto di essere dimenticata, poco dopo, da tutti.

Recentissima fu invece la scoperta di Fleischmann e Pons, nel 1989. I due scienziati affermarono di essere riusciti a creare un’energia incredibile da una reazione a freddo proveniente da un esperimento nucleare. Fu solo il Dipartimento dell’energia d’America a frenare gli entusiasmi scaturiti da questa scoperta, negando la veridicità dell’esperimento e di fatto il sogno dei due scienziati.

Ma le sorprese non sono finite. Infatti nel 2005 lo scienziato Hwang Woo Suk affermò senza paura di essere riuscito a clonare le cellule staminali che ottenne da alcuni suoi pazienti irrecuperabili. Pubblicate le sue scoperte sulla rivista Science si venne a sapere poco dopo che, affamato di glorie e successo, aveva falsificato ogni dato. Ma la sorpresa non finisce qui: Lo “scienziato truffaldino” ingannò anche Mu’ammar Gheddafi, che lo assunse in quel periodo (con uno stipendio stratosferico) per lavorare nei laboratori segreti della Libia al suo servizio. Ora Hwang cerca di clonare un mammut preistorico nel suo laboratorio in Corea. Noi possiamo solamente augurargli Buona Fortuna, quella che non ha raggiunto per un soffio con le sue falsificazioni.



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