Si è spenta Miriam Mafai

Post Scritto in Italia, News - da Francesco Sansone il martedì, aprile 10th, 2012 - letto 1736 volte - Commenta per Primo

Si è spenta a 86 anni la giornalista, saggista ed editorialista di Repubblica, Miriam Mafai. Nella sua lunga carriera ha saputo interpretare più di molti suoi colleghi i cambiamenti avvenuti nel corso degli anni all’interno della nostra società, risultando per questo scomoda e polemica a tanti. Non ha mai tenuto per se’ le proprie idee ed è stata sempre pronta a difendere le donne e tutte le “minoranze”del paese.

Proprio sulla questione femminile, negli anni 80 fece una dichiarazione che risulta attuale ancora oggi che sono passati più di 30 anni.

“Alle giovani dico sempre di non abbassare la guardia, non si sa mai. Le conquiste delle donne sono ancora troppo recenti.”

Anche nei confronti della comunità LGBTQ, la Mafai ha sempre dimostrato il suo appoggio e significative sono state le parole, scritte su Repubblica, dopo il rifiuto del parlamento, nel luglio dell’anno scorso,  della legge antiomofobia.

“Ecco una buona notizia per coloro che, in un’Italia che si è fatta sempre più incattivita e feroce, si muovono ogni notte, come cani da caccia, alla ricerca di una vittima da insultare, picchiare, trascinare per terra, sputacchiare, calpestare. Una vittima colpevole di una sua presunta “diversità”. Una buona notizia, insomma per quanti hanno imparato e hanno in serbo gli insulti più volgari da buttare in faccia a coloro che, uomini o donne, hanno abitudini e tendenze sessuali diverse da quanti si definiscono “normali”. Questi presunti “normali” si appostano nelle strade frequentate da gay o lesbiche, li aspettano all’uscita dei locali da loro abitualmente frequentati, li inseguono, li insultano, li picchiano, abbandonandoli poi sanguinanti per terra. Alla Camera ieri è stato affossata una legge contro l’omofobia che, prima firmataria Paola Concia del Pd, inseriva tra le aggravanti dei reati, “fatti commessi per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa”. Era una buona legge. La legge sembrava poter arrivare al traguardo. E invece no. Con un asse tra UdC e quasi tutto il centrodestra, è stata dichiarata l’incostituzionalità delle norme, seppellendo definitivamente il testo di legge. Se e mai un provvedimento contro l’omofobia rivedrà la luce, dovrà essere un disegno di legge nuovo e dovrà ricominciare l’iter dall’inizio. Tempi biblici, dunque. La fine di questa legge rappresenta, lo dicevamo all’inizio, una buona notizia, forse addirittura un incoraggiamento, per coloro che di notte vanno a caccia dei “diversi” in un paese che si va facendo sempre più incattivito, volgare e feroce. Forse la cultura della tolleranza, del rispetto degli altri, una cultura che qualcuno liquida sprezzantemente come “buonismo” è già perdente nel nostro paese. Ma sarà sempre più difficile vivere, convivere in un paese che faccia della “caccia al diverso” uno sport diffuso e vincente.”

La Mafai se ne andata a distanza di 23 anni dalla morte del suo Giancarlo Pajetta, esponente del Partito Comunista Italiano, con cui ha vissuto una storia d’amore passionale. Di lui, una volta disse:

“Ci siamo voluti molto bene, Giancarlo e io, ma non abbiamo mai sacrificato pezzi della nostra esistenza. Mi sono trovata bene così con Pajetta – raccontava in un’intervista -. Lui non si sentiva secondo rispetto al mio lavoro e io non mi sentivo seconda rispetto alla politica. Sapevo che, dovendo scegliere tra un pomeriggio con me e un comizio, avrebbe scelto un comizio. La politica era la sua passione, il giornalismo la mia. Eravamo alla pari”.

Oggi se n’è andata, ma i suoi articoli, le sue parole e le sue idee ci permetteranno di ricordarla sempre.

 



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