Non puoi donare il sangue, sei gay

Post Scritto in Italia, News - da Francesco Sansone il venerdì, aprile 13th, 2012 - letto 1725 volte - Commenta per Primo

Succede ancora oggi che in Italia un ragazzo vada a donare il sangue e si senta dire di no solo perché omosessuale. Ė quello che è successo ad un ragazzo che si è recato al Policlinico di Milano, per donare il suo plasma, ma una volta che i medici hanno scoperto che era omosessuale, gli hanno detto che non potevano procedere con il prelievo.

Il giovane  ha denunciato quando accaduto agli ordini di stampa e oggi  è arrivata la risposta da parte del direttore del Centro trasfusionale e di immunoematologia del Policlinico di Milano,  Maurizio Marconi, tramite una nota in cui si legge che non si è trattato di un caso di omofobia nei confronti del giovane, bensìsolo un principio di estrema cautela”.

“In Italia ci siamo adeguati a norme che in altri Paesi sono legge: non si tratta di una discriminazione, perché donare il sangue non è un diritto ma un dovere civile, un’opportunità perseguibile in base a un’idoneità stabilita da criteri fondati sulle evidenze scientifiche.  Un maschio eterosessuale che subisca una violenza da parte di un altro maschio verrebbe comunque escluso permanentemente dalla donazione, e viceversa un maschio omosessuale che non avesse mai avuto rapporti sessuali verrebbe ammesso alla donazione di sangue.

In assenza di riferimenti normativi nazionali è inevitabile riferirsi ai dati epidemiologici relativi al rischio di contrarre infezioni virali associato a particolari comportamenti sessuali e alle normative e indicazioni che altri Paesi hanno adottato in materia a seguito di questi stessi dati epidemiologici”. “

La donazione è un dovere civile, e va fatta rispettando certe condizioni. E malgrado i test per analizzare il sangue siano sempre più raffinati non danno la certezza assoluta dell’assenza di patologie. Noi dobbiamo tutelare ad ogni costo la salute del malato: il nostro è un principio di estrema cautela, non di discriminazione”.

Questo è il secondo caso nel giro di poche settimane che avviene nella regione Lombardia. Prima nella provincia di Varese, ora nel capoluogo e domani?  La troppa cautela mortificherà ancora un ragazzo solo perché omosessuale?  E la medesima tutela verrà apportata anche a quegli eterosessuali che hanno una vita sessuale sregolata e, in quanto letto nella nota, a rischio?



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