Il mondo virtuale e la relatività del tempo

Post Scritto in Società - da VitoM il giovedì, novembre 1st, 2012 - letto 1430 volte - Commenta per Primo

Siamo partiti dal telegramma, passando dapprima gradualmente attraverso messaggi, lettere, comunicazioni radio, fino alle ormai obsolete “comunicazioni di massa” come giornali e televisioni. Poi, d’improvviso, il tempo ha iniziato a correre alla velocità della luce, e siamo passati ai telefoni cellulari, ad internet, alla banda larga, alla fibra ottica, ai dispositivi prima invisibili ora ingombranti, alle fotocamere digitali che con un tasto ti permettono di “postare” la foto su facebook, ai telefoni che ti dicono pure che strada prendere per andare a comprare il pane.

E’ nato davvero tutto allo scopo di annullare la distanza tra le persone?
Ormai non ha più importanza, perché la “geografia fisica” dell’uomo e del mondo hanno una importanza relativa, virtuale dovremmo dire.
Si è persa persino un po’ l’emozione che si provava agli albori delle chat, quando su siti come 5chat.it e come tanti altri ci si sorprendeva nel chattare con qualcuno distante migliaia di km, per non parlare di quando si beccava qualcuno straniero… ma ormai neppure la lingua è un ostacolo, perché anche quella ha perso la sua forma, la sua dignità didattica, assumendo contorni sempre più irriconoscibili, in nome della tolleranza ad oltranza di qualunque errore.

In certi casi si raggiunge il paradosso, quando strumenti dal potenziale immenso solo quanto la loro pericolosità, vengono dati in mano a ragazzini e ragazzine neppure adolescenti, con la voglia di esibirsi ed esibire la loro emancipazione, con la tipica sindrome dell’onnipotenza e dell’immortalità che va colpendo un bacino di ragazzi sempre più giovane.

E allora non ci si veste più bene per far colpo su un ragazzo ma per far colpo su migliaia di “amici di facebook“, che non arrossiscono più nel dire “come stai bene oggi” e non hanno più paura del ceffone se l’apprezzamento va un po’ oltre. Commento libero, mi piace e condividiamo, e la voglia di crescere troppo in fretta aumenta come la convinzione di essere già uomini o donne a 13 e 14 anni. Perché ormai, lo scorrere del tempo, che senso ha?



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