I giovani e il Web

Post Scritto in Giovani - da michy il lunedì, novembre 5th, 2012 - letto 1489 volte - Commenta per Primo

La famiglia prima e la scuola poi compiono un’importante funzione educativa favorendo lo sviluppo della personalità dei ragazzi in tutte le direzioni: morali, intellettive, religiose, sociali e affettive.

Fin da piccoli si insegna loro che il possesso di un buon grado di istruzione è un vantaggio, non solo personale, ma anche per l’intera comunità. Frasi del tipo “Nella vita non si finisce mai di imparare”, “E’ necessario tenersi aggiornati coi tempi”…  li hanno accompagnati per gran parte della loro vita. Giovani menti che non si accontentano più di quello che si apprende a scuola, sentono sempre più la necessità di “autoeducarsi” sfruttando quanto più possibile tutte quelle risorse messe a disposizione dalla società.

Con lo straordinario progresso tecnoligico che si è sviluppato negli ultimi anni, grazie all’apporto di una mente geniale come Stev Jobs, si è modificata se non addirittura rivoluzionata  la capacità di interagire con le informazioni a livello mondiale attraverso l’uso del web.

Il web ha rivoluzionato i rapporti umani e il modo di vivere dei giovani. Gli ha imposto di acquisire quell’agilità mentale senza la quale sarebbe impensabile navigare, ampliando il loro bagaglio di contatti, anche se non li si possono definire umani!. Il web informa, è un mezzo veloce. La diffusione istantanea delle notizie e l’utilizzo delle immagini, di “filmati di breve durata” che accompagnano tutti gli avvenimenti, è paurosamente veloce.

Nella nostra società non è utopia definire, come tanti anni fa si diceva della “strada”, il web  la più potente scuola di “vita” per i nostri giovani. Milioni e milioni si siti, blog, social network, community e altro ancora pubblicano sia il reale quanto l’immaginario, il drammatico quanto il comico, il rilevante quanto il futile.

Sempre di più i nostri giovani ci appaiono “troppo influenzati” da ciò che vedono, o che noi adulti presumiamo che possano “vedere”. Perchè, anche se se n’è tanto parlato e discusso, il web non si riesce facilmente a “controllare”. E le “informazioni”, i video più disparati vengono ascoltati e visti. Più si ascoltano e più si vedono più diventano noti. Sono visti da milioni di ragazzi residenti in tutti i paesi del mondo. Si rischia, così, la globalizzazione di comportamenti, abitudini, del modo stesso di pensare e di esprimersi.

Vi faccio un esempio, che secondo me attualmente “calza a pennello”: in tutto il mondo da New York a Palermo è immaginabile pensare che nello stesso momento due ragazzi etnicamente così diversi possano ascoltare e trarne lo stesso piacere o fastidio, a seconda i soggetti, vedendo l’inetto video di “Pulcino Pio?”. Oggi questo fenomeno è diventato realtà Questo è il web!



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