Akragas, città della Magna Grecia

Post Scritto in Viaggi e Turismo - da VitoM il lunedì, dicembre 10th, 2012 - letto 2446 volte - 1 Commento

La più bella fra le città dei mortali, la definì Pindaro. E non è difficile da credere, se superando gli abissi temporali della scomparsa dell’antica Akragas, basta uno sguardo alla Valle dei Templi per inebriarsi della più gloriosa storia della Sicilia e di una città fra le più vicine alla dimora degli Dei.
Furono dei coloni cretesi e rodii a fondare Akragas nel 581 a.C.; probabilmente neppure loro si sarebbero mai aspettati di creare la più importante città greca della Sicilia dopo Siracusa, con un’estensione di 456 ettari e una popolazione di oltre 300 mila abitanti. Un’enormità per quel secolo.
Purtroppo la sua gloria durò soltanto tre secoli e mezzo, o poco più, poiché i Romani discesero in Sicilia e, in più riprese, la resero il granaio d’Italia. La stessa sorte toccò ad Agrigento nel 210 a.C.

Naturalmente anche Agrigento, come il resto della Sicilia, visse i secoli delle cascate di dominazioni toccate all’isola.
Furono gli arabi a ricostruirla in cima alla collina, dandole quella struttura che, per certi versi, resiste ancora oggi nel suo centro storico, tra cortili, stradine e vicoli che, come degli affluenti, finiscono tutti nella Via Atenea, l’arteria principale della città, dove sorgono tra l’altro la maggior parte degli hotel e b&b di Agrigento.
E’ infatti lungo questa strada che si può ammirare gran parte del patrimonio storico-architettonico della città, tra palazzi storici e chiese risalenti a varie epoche e a vari stili, scrigni di tesori e opere d’arte di straordinario valore storico e culturale.

Se il cuore dell’Agrigento “urbana” e mondana è la via Atenea, senza dubbio la Valle dei Templi rimane il suo più grande tesoro, fra i più importanti in Sicilia e nel mondo.
Le rovine della leggendaria città di Akragas sono ad oggi in uno stato di conservazione sorprendente, soprattutto considerando altre aree archeologiche della Sicilia, come quella di Selinunte, che hanno subito un processo di deterioramento ben più sensibile e netto.
Il Tempio della Concordia ne è il simbolo, e lo è allo stesso tempo del parco e della città.
Costruito nel IV sec. a.C., subì importanti cambi di statuto e destinazione d’uso, divenendo persino chiesa cristiana nell’800 d.C.
Eppure il Tempio della Concordia non è il più grande. Quello di Giove infatti, doveva testimoniare la grandezza dell’impresa dei greci nella vittoria contro Cartagine. Successivamente, gli stessi cartaginesi lo distrussero, e il corso del tempo fece il resto.

Ciò che più sorprende nel visitare Agrigento è l’impressione di affacciarsi su due mondi diametralmente opposti.
Se infatti ancora oggi, a distanza di quasi tre secoli, la Valle dei Templi evoca memorie di grandezza, di sviluppo e di civiltà evoluta e fiorente, ciò che la città nuova suggerisce è invece tutt’altro.
La feroce cementificazione cui è stata sottoposta è soltanto uno degli aspetti di una città che, nonostante le dimensioni ed il patrimonio storico-culturale invidiabile, si trova, anche dal punto di vista viario e dei collegamenti extraurbani, non all’altezza della sua fama.
Anche il figlio più illustre della città, Luigi Pirandello, lo descrisse lasciando trasparire un forte disagio.
A distanza di quasi un secolo, il cambiamento appare ancora lontano.



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  1. frablog scrive:

    Adoro Agrigento! ho passato in quella splendida città buonaparte del periodo feriale della mia infanzia… SanLeone, Via Atenea, I templi… ahhh che bei ricordi

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