Il mestiere del formatore

Post Scritto in Scuola - da giorgiaminozzi il giovedì, febbraio 28th, 2013 - letto 2364 volte - Commenta per Primo

In Italia il concetto di formazione ha subito negli ultimi anni una trasformazione: in passato, infatti, la formazione era vista e interpretata come un prodotto destinato ai più giovani, ovvero ai ragazzi ancora in età scolare o ai ragazzi usciti dall’università e in cerca di un orientamento professionale.
Oggi, invece, non si pensa più alla formazione come un prodotto solo per i giovani, ma come qualcosa che può interessare anche professionisti, lavoratori in età avanzata o addirittura manager di successo.
Interpretata in questo nuovo modo, la formazione assume due “vesti” diverse:

  • formazione di tipo specialistico: corsi che trasferiscono conoscenze settoriali e specifiche ai partecipanti. Questi corsi servono sia agli studenti o ai più giovani per acquisire le competenze necessarie ad accedere ad un nuovo mestiere, sia ai lavoratori già affermati che vogliono cambiare iter lavorativo o fare carriera;
  • formazione mirata al miglioramento della personalità e dell’atteggiamento verso il lavoro: questo tipo di formazione serve a creare e migliorare nelle persone tutti gli skill detti “soft”, ovvero quelle competenze che non sono strettamente “tecniche”, ma riguardano il modo di porsi nei confronti degli altri, la gestione del tempo, la gestione dei conflitti e dell’ansia, la fiducia in se stessi.

Evoluzione delle tecniche di formazione

formazioneSe queste sono le due tipologie di contenuti che possono avere i corsi di formazione, anche i metodi formativi si sono ormai evoluti dalle classiche lezioni frontali docente-aula a lezioni più articolate e diversamente strutturate. Oggi le aule di master o corsi di specializzazione sono impostate sul modello circolare o orizzontale: questo significa che il docente si pone su un piano di parità con i discenti, e piuttosto che trattarli dall’alto in basso si mette sul loro livello per trasferirgli nozioni e soprattutto esperienze vissute. Si è infatti diffusa l’idea che il dialogo e l’emozione siano molto più efficaci – a livello didattico – delle lunghe e noiose lezioni frontali. A partire da questa premessa, si sono sviluppate molte tecniche innovative di insegnamento, che negli ultimi anni sono arrivate anche in Italia. Queste tecniche hanno a loro volta fatto nascere la figura del formatore, ovvero colui che per mestiere si occupa della formazione attraverso le più moderne metodologie d’insegnamento. Per diventare formatori, è necessario acquisire conoscenze in ambito Risorse Umane (attraverso Master in Human Resources o Master in Gestione delle Risorse Umane) o frequentare corsi di PNL (Programmazione Neuro Linguistica).

Tecniche di formazione innovative

Per fare formazione, insomma, non basta più sedersi in cattedra e sciorinare la teoria a un’aula attenta. Per fare formazione in maniera efficace bisogna  delle tecniche innovative, basate sul concetto di trasversalità.
Tra le tecniche più famose e diffuse vi sono:

  • outdoor training
  • coaching
  • role playing
  • business game

L’outdoor training

L’outdoor training è una tecnica di formazione basata su lezioni, esercitazioni o veri e propri giochi all’aria aperta, in contesti ludici e lontani dai normali luoghi in cui si studia o si lavora. Con questa metodologia si intende stimolare i partecipanti a pensare, ragionare e risolvere i problemi in maniera diversa e alternativa, o meglio ancora originale. Il distacco e la lontananza dai luoghi della routine quotidiana, infatti, mettono in moto la creatività e il pensiero laterale, sviluppano il problem solving e instaurano dei meccanismi di socialità inediti. Oltretutto, gli stimoli provenienti da un contesto divertente e ludico favoriscono la coesione del gruppo e velocizzano il processo di apprendimento, anche perché è dimostrato che la memoria umana funziona meglio di fronte alle situazioni nuove e sconosciute.

Il role playing

Come l’outdoor training, anche il role playing è molto diffuso in ambito formativo. Questa tecnica consiste nell’assegnare ai membri di un gruppo dei ruoli e una missione da adempiere attivando i ruoli assegnati. Grazie all’identificazione con un personaggio, i partecipanti riescono a pensare in maniera diversa da come sono abituati a fare. L’immedesimazione permette di liberarsi dai vincoli della propria personalità e di trovare dei modelli diversi di comportamento, aprendosi al mondo delle infinite possibilità. Inoltre, l’interazione tra i vari “personaggi” permette al formatore di studiare il gruppo attraverso le sue dinamiche e di analizzare la personalità dei membri del gruppo in maniera rapida ed efficace.

Coaching

Il coaching si basa sull’affidamento ad un coach, che saprà portare allo scoperto il potenziale inespresso dei suoi allievi. Il coaching parte dal presupposto che ogni persona nasconda molto più di quanto realizzi poi davvero, e l’obiettivo del coach è proprio quello di fornire all’allievo una nuova consapevolezza di se stesso, aiutandolo a trovare forza, fiducia e sicurezza.

Business game

I business game, come il Role playing, prevedono la riproduzione di una situazione fittizia e simulata. Diversamente dal role playing, però, non c’è bisogno di un’immedesimazione emotiva e psicologica, ma solo operativa, perché lo scopo è quello di insegnare in maniera rapida ed efficace a svolgere alcune mansioni o ad avere delle capacità strategiche e d’azione più solide e efficaci.



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